Biografia

Federico Kiesow nasce a Bruel, nel Mecklenburg-Schewerin, il 28 marzo 1858. Allievo dei massimi psicologi e fisiologi della seconda metà dell’Ottocento e maestro a sua volta dei più noti psicologi italiani della prima metà del Novecento (tra i quali Agostino Gemelli e Mario Ponzo), è stato definito uno dei cinque pilastri della psicologia italiana (Sinatra, 2010). Nel 1891 si recò a Lipsia presso il Laboratorio di Psicologia di Wilhelm Wundt (1832-1920) dove frequentò le lezioni di psicologia e partecipò come soggetto agli esperimenti. Fu in seguito nominato dallo stesso Wundt suo “famulus”, una figura istituzionale tedesca risalente al XV secolo, corrispondente a quello di uno studente-assistente con funzione di supporto all’attività di didattica e di ricerca. L’adesione al progetto wundtiano si palesò con la preferenza di Kiesow alle scienze naturali e all’attenzione per le tecniche strumentali, funzionali ad una ricerca psicologica; infatti è in questo contesto che lo studioso inizia a condurre in modo indipendente i primi esperimenti sulle sensazioni gustative. La stessa tesi di laurea di Kiesow, Beiträge zur physiologischen Psychologie des Geschmackssinnes.., sostenuta nel 1894 con Wundt come relatore e pubblicata subito dopo una prima volta nel decimo volume dei “Philosophische Studien”, ebbe per oggetto la psicologia fisiologica del gusto. Lavorò inoltre per vent’anni con Max von Frey (assistente di Carl Ludwig che era direttore dell’Istituto di Fisiologia a Lipsia) sugli effetti della cocaina e dell’acido gimnemico sulla sensibilità della lingua e della cavità orale. Kiesow venne informato dei metodi di registrazione grafica praticati da Angelo Mosso (1846-1910) a Torino dove si recò e dove prese parte agli esperimenti con lo sfigmomanometro. Nel 1896 accettò il posto di assistente di Psicologia a Torino propostogli da Mosso. Qui proseguì le ricerche sulle sensazioni gustative e successivamente sulle ricerche elettrochimiche sui valori fogliari nel cavo orale e sulle reazioni delle papille linguali. Tali ricerche stimolarono in Kiesow l’ideazione di alcuni strumenti per la misura delle reazioni sensoriali come per esempio uno strumento a forma di cucchiaio per l’inserimento dell’ugola. Nel 1905 venne bandito dal Ministro della Pubblica Istruzione, Leonardo Bianchi (1848-1927), un concorso per le prime tre cattedre di Psicologia sperimentale in Italia. Kiesow ottenne nel giugno del 1906 la cattedra di Torino presso la Facoltà di Filosofia. Sua premura fu la fondazione di un più attrezzato Istituto di Psicologia cosa che fu resa possibile presso il Parco del Valentino grazie alla donazione fatta dalla famiglia di un suo allievo, Emilio Pellegrini. Kiesow spinto dal suo interesse per lo studio sui tempi di reazione, per la rilevazione delle differenze individuali, inventò strumenti come l’eletroestesiometro per gli stimoli tattili, dolorifici e cutanei, l’algoestesiometro per le sensazioni gustative e il termoestesiometro a goccia d’acqua per le reazioni alle sensazioni termiche. Fondò la rivista “Archivio italiano di Psicologia” in collaborazione con Agostino Gemelli (1878-1959), che è rappresentativa della ricchezza dei temi di cui si occupò Kiesow: dai tempi di rezione, ai fenomeni eidetici, all’esame delle sensazioni e dei sentimenti elementari cui lo studioso non rinunciò mai. Kiesow morì il 2 dicembre 1940.

( Giorgia Morgese )

  • Riferimenti principali

  • Ponzo, M., (1942) Autobiografia d Kiesow. Contributi psicologici del laboratorio di psicologia sperimentale, VIII.

  • Sinatra, M. (1998). Federico Kiesow. In G. Cimino & N. Dazzi (a cura di), La Psicologia in Italia. I protagonisti e i problemi scientifici, filosofici e istituzionali (1870-1945). Volume 2 (pp. 323¬-370). Milano: LED.

  • Sinatra, M. (2000). La psicofisiologia a Torino: A. Mosso e F. Kiesow. Lecce: Pensa Multimedia.

  • Opere di Federico Kiesow

  • Kiesow, F. (1894). Beiträge zur physiologischen Psychologie des Geschmackssinnes. Leipzig: Engelmann.
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  • Kiesow, F. & Ponzo, M. (1914-15). Corso di psicologia sperimentale. Torino: Viretto.
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